-15% su CATALOGHI con il codice NEWFABER15! Valido fino al 06.08.21

Carattere o Font?

Nell’ambito della tipografia o della grafica queste due parole sono spesso usate impropriamente, attribuendo ad entrambe lo stesso significato.

Brevemente proveremo a chiarire la differenza tra i due termini:

  • Carattere: è l’elemento grafico, “il segno tracciato, impresso o inciso a cui si dia un significato; più com., la forma delle lettere di un alfabeto o dei segni di una scrittura” (cit. Treccani, fonte: www.treccani.it).

Ad esempio, la lettera G è un carattere. Questo carattere a sua volta può essere declinato in diversi glifi, come G, g, g, g.

Un insieme di caratteri coerenti tra loro, assemblati secondo gli stessi criteri formali, dà luogo a un carattere tipografico.

  • Font: è il supporto fisico che permette la stampa o la visualizzazione di un carattere. Nella stampa di un tempo, esso era il singolo pezzo di piombo (punzone), ai giorni nostri la stessa funzione è svolta dal file  (generalmente neiformati .otf o .ttf).

Per chi è appassionato di tipografia e grafica, dunque, i due termini non significano la stessa cosa: il font è il mezzo attraverso il quale possiamo vedere riprodotto il carattere.

Quando la parola “font” viene quindi utilizzata al posto di carattere, come se fossero sinonimi, si sta in realtà compiendo un errore formale che è probabilmente conseguenza dell’estrema digitalizzazione della nostra epoca.

Ed ora, già che ci siamo, un’altra curiosità linguistica: si dice “LA FONT” o “IL FONT”?

La questione è più complessa di quanto sembri, arrivando perfino a interessare l’Accademia della Crusca! Vediamo perché:

Pare che il termine derivi originariamente dal francese, e che solo successivamente sia entrato a far parte della lingua inglese. In francese la parola “fonte” (pronunciata “font”) ha diversi significati, nel caso dell’ambito tipografico poteva essere tradotta con “fuso”. 

In Italia si adottò il termine scrivendolo esattamente come veniva letto (font). In molti casi, la parola veniva  declinata al femminile perché ci si riferiva erroneamente ad un altro significato di fonte, ovvero “la fonte, la sorgente” (che si declina per l’appunto al femminile). 

Nel tempo, la parola “font” venne traslitterata dal francese all’inglese, traducendola (seppur impropriamente) con il significato di “carattere”. Con il successivo avvento dell’informatica, “font” divenne il vocabolo per  identificare il file dei caratteri tipografici.

Ora, tutte le parole anglosassoni utilizzate in italiano vengono declinate come genere neutro, seguendo le stesse regole grammaticali delle parole maschili (es. “il computer si è rotto”). A rigor di logica, anche font dovrebbe seguire questa linea (es. “questo font è davvero bello”).

Potremmo propendere per una versione più fedele alle origini francesi, optando per il femminile “la font” (anche se abbiamo capito che alla base di questa opzione c’è un errore di traduzione). Oppure, potremmo tener conto dell’assimilazione all’inglese di questa parola, utilizzandola quindi al maschile come tutte le parole anglosassoni integrate nell’italiano quotidiano.

Un dilemma interessante, rispetto al quale l’Accademia della Crusca si è espressa così: 

Ciò che determina l’affermazione di una forma rispetto a un’altra è l’uso effettivo che ne fanno i parlanti: da questi dati si registra una netta prevalenza del genere maschile, dovuta certamente all’influenza dell’informatica; la forma femminile la font sembra pertanto destinata a scomparire”.

(Fonte: www.accademiadellacrusca.it).

Gli esperti linguisti hanno quindi optato per un approccio pratico, pur riportando che nessuna delle due forme sia da considerarsi completamente errata. Confermiamo che, nel settore tipografico, ci capita molto più spesso di sentire “il font”, piuttosto che “la font”. Ad ogni modo, al di là del genere dell’articolo determinativo che sceglierete, saremo pronti a soddisfare le vostre esigenze di stampa!



Faberprint Feedaty 5 / 5 - 52 feedbacks