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I font più utilizzati dai graphic designer

 

font più utilizzati 

Quali sono i font più utilizzati?

 

Esistono moltissimi tipi di font, caratteri tipografici grazie ai quali è possibile creare progetti personali di grande impatto comunicativo.

Navigando tra i molti siti che pongono a disposizione risorse gratuite, è possibile trovare il font perfetto senza troppo stress.  Ma quali sono i più utilizzati, gli evergreen, quelli su cui puntare con sicurezza senza temere di sbagliare?

Alcuni font hanno dimostrato un’eccezionale resistenza nel tempo, e non mancano mai nel repertorio di un grafico esperto: Helvetica, Futura, Bodoni, Garamond, Arial, Gotham sono fra questi.

Altri font si sono diffusi in modo esponenziale grazie al web, per citarne alcuni tra i più utilizzati: Open Sans, Lato, Monteserrat, Raleway, Roboto, Ubuntu, Source Sance, Oswald, tutti facilmente reperibili e scaricabili anche da Google Font.

Il carattere tipografico è un elemento di fondamentale importanza, concorre a decretare il successo di un brand o di alcune particolari azioni di marketing. Largo dunque alla libertà espressiva e alla fantasia!

Sul web è possibile inoltre trovare innumerevoli spunti sull’argomento, per orientarsi soprattutto nelle fasi iniziali: ad esempio, alcuni siti suggeriscono abbinamenti di font collaudati e di sicuro effetto.

All’interno di alcuni portali si trovano veri e propri “generatori di abbinamento font”, che creano composizioni tipografiche anche a seconda del “mood” da proporre: elegante, trasgressivo, child-friendly, e così via.

 

Vi proponiamo 8 linee guida utili a realizzare un progetto grafico: 

 

1) Scegliere caratteri complementari

Per esempio un carattere distintivo e forte viene equilibrato e addirittura esaltato abbinandolo ad uno più neutro, anche solo in alcune parti della grafica.

 

2) Lettura e gerarchia visiva

Ovvero giocare sul peso, sulla dimensione, sulla spaziatura delle lettere per canalizzare l’attenzione del lettore sui messaggi per noi più importanti.

Questi aspetti vengono tenuti in grande considerazione da riviste e giornali, dove spesso si utilizzano queste differenze per agevolare la lettura dei fruitori e catturarne l’attenzione. 

 

3) Studiare il carattere

Si può valutare il periodo storico-culturale e il contesto entro il quale un determinato carattere è nato, ed in che modo queste caratteristiche si integrano al contesto d’uso attuale. Una semplice ricerca web su quando,come, perché sono stati creati determinati font può fornire spunti inaspettatamente interessanti.

 

4) Combinazione font Serif e Sans Serif

Se andiamo di fretta questo è sempre un buona soluzione, anche impostando dimensioni nettamente diverse per un risultato di maggiore impatto.

All’interno del settore grafico e tipografico si mantiene vivo il dibattito su quale tra le due tipologie sia meglio utilizzare per una lettura più piacevole. A questo proposito, ricordiamo che i Serifs sono stati pensati far scorrere meglio gli occhi su testi lunghi e di maggior peso, mentre i Sans Serifs sono spesso preferiti per la lettura online o su schermo.

 

5) Contrasto ma non conflitto!

Fermo restando che il contrasto ottenuto con stili, dimensioni, colori diversi può rendere il prodotto più accattivante e mettere in risalto i messaggi cruciali, è importante che queste componenti non entrino in conflitto tra loro perché sfoceremmo nel risultato opposto, creando confusione nel lettore e un impatto estetico sgradevole.

Il risultato dovrebbe essere comunque armonioso nel suo insieme. 

 

6) Evitare caratteri simili

Anche inserire caratteri troppo simili può essere un errore: diventerebbero infatti poco distinguibili l’uno dall’altro, impedendo al nostro sistema percettivo di assimilare le informazioni secondo un ordine di importanza.

Meglio fare qualche prova prima, per non rimanere insoddisfatti dopo.

 

7) Combinazione di font della stessa famiglia

Questa è una strategia sicura per evitare errori, ma è comunque consigliabile inserire una nota di contrasto tra i caratteri, magari sfruttando le variabili di dimensione, di peso o le lettere maiuscole.

 

8) Limitare il numero di caratteri

Sempre più spesso l'utente è poco propenso alla lettura di testi lunghi, il contenuto deve risultare ben scritto e organizzato per mantenere attiva l'attenzione del lettore. E' preferibile utilizzare testi brevi o suddivisi in paragrafi per comunicare un concetto in poche parole, semplici e chiare.

 

La sintesi è quindi il valore comunicativo a cui ispirarsi, ma a seconda delle occasioni (e dei destinatari) è possibile ottenere risultati positivi anche osando un po’.

Speriamo che questi suggerimenti vi possano essere utili! Da tenere presente che, anche se è bene avere dei punti di riferimento, è altrettanto indispensabile affidarsi al proprio gusto e al proprio istinto, assumendosi anche qualche rischio.

Sperimentare e liberarsi dai paletti spalanca le porte della creatività e della capacità di innovare, ben venga un tocco di personalità in ogni progetto!



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